
La piccola Irlanda ha impedito che si compisse un vero scempio della democrazia. Ci avevano già pensato francesi e olandesi a dire no alla Costituzione Europea a nome di tutta l'Europa. Ma con protervia i tecnocrati capitalisti di Bruxelles ci hanno riprovato confezionando il Trattato di Lisbona che praticamente non aveva bisogno quasi di nessun mandato democratico. Già in 18 paesi era stato approvato senza alcuna consultazione democratica. Ma ci ha pensato il popolo irlandense a infrangere il sogno/incubo dell'Europa imperialista. E' ora che anche in Italia si riveda la Costituzione che da' la possibilità agli esecutivi di firmare accordi internazionali senza avere il minimo di controllo popolare. All'Europa imperialista non piace la democrazia, a noi sì!
da www.repubblica.it
Trattato di Lisbona, Irlanda al voto Un ministro: "Hanno vinto i no"
Il presidente irlandese Mary McAleese alle urne insieme al marito
DUBLINO - L'Irlanda ha scelto di non ratificare il Trattato di Lisbona per la riforma Ue. Lo ha annunciato Dermot Ahern, ministro irlandese della Giustizia. "Hanno vinto i no - ha dichiarato il ministro in diretta televisiva - alla fine, per una miriade di ragioni, il popolo si è espresso così. Un risultato che lascia delusi ma di cui bisogna prendere atto". Gli esponenti del governo, sentiti dalla televisione pubblica Rte, avevano già ammesso di aspettarsi una vittoria del "no". E già dalle prime ore della mattina i sondaggi vedevano in testa i voti contrari al documento.
Il primo dato ufficiale sui risultati è quello riferito al distretto elettorale di Waterford e indica una vittoria del "no" con 20.812 voti contro i 17.502 del "sì". Secondo le altre stime la costituzione europea è stata bocciata in 37 collegi su 43, mentre il si ha prevalso soltanto in sei.
In cinque circoscrizioni della capitale Dublino, che conta un quarto dell'elettorato, il fronte del "sì" resta indietro; in tre si registra un sostanziale pareggio e soltanto in una sono in vantaggio i favorevoli al Trattato. La pagina web del quotidiano "Irish Times" conferma che in tutte le circoscrizioni della capitale i "no" prevalgono con una media di 60 contro 40 dei "sì", con picchi di 70 contro 30 nella circoscrizione sudorientale. Anche nelle altre regioni del paese gli iralndesi si sono espressi negativamente. I distretti operai hanno votato massicciamente contro il documento. Il vantaggio dei voti contrari è forte nei distretti di Mayo, Limerick, Galway, Sligo e Louth. A Donegal, nel nord-est, dove sono state scrutinate il 10% delle urne, in nessun caso ha vinto il "sì".
Questi risultati che hanno avuto già avuto conseguenze sull'economia. L'euro ha toccato nei confronti del dollaro Usa il minimo mensile a 1,5307 dopo le notizie diffuse.
"Il sì sembra forte in alcune delle aree di classe media ma onestamente non credo che sia sufficiente a battere il no", ha commentato Joan Burton, deputata della capitale per il Labour, terzo partito dell'Eire. Dello stesso parere è Dick Roche, ministro irlandese per gli Affari europei, che da Wicklow ammette: "Le cose non si mettono bene per il sì. Qui si parla di un testa a testa e a quanto mi risulta siamo nel collegio più favorevole al sì. Ma le cose altrove stanno andando diversamente. Continuo a tenere le dita incrociate. La situazione potrebbe capovolgersi durante la giornata". No comment, per ora, dell'Unione europea.
Già nel 2001 gli elettori irlandesi respinsero con un referendum il trattato di Nizza, approvandolo poi in una nuova consultazione l'anno successivo. La vittoria del "no" potrebbe creare degli attriti all'interno dell'Unione Europea, dove il Trattato è già stato ratificato dai parlamenti di 18 paesi. Non è escluso che l'Ue decida di applicare comunque il patto di Lisbona, ma non è chiaro come l'Irlanda potrebbe rapportarsi agli altri stati membri.
Le indescrezioni sul voto irlandese piombano anche in Italia. Durante la riunione del Cdm di questa mattina Silvio Berlusconi si è detto "preoccupato per come si stanno mettendo le cose riguardo al referendum irlandese. Bisogna capire cosa succede perchè la cosa sarebbe preoccupante".
Se i cittadini irlandesi bocciassero il documento ''ci troveremmo in una situazione di crisi senza precedenti per le istituzioni europee'', ha commentato il presidente della Camera, Gianfranco Fini. L'ipotesi di un risultato negativo piace invece a Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord:
"Un grazie agli irlandesi per il loro voto".
(13 giugno 2008)

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